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Activity


Prima missione

Synet varcò la soglia del Kindlom, un locale notturno che aveva frequentato nelle ultime sere, sempre pieno di clienti in cerca solo di divertimento ed eventualmente una conclusione in dolce compagnia. Studiò le persone che aveva riconosciuto, clienti abituali, facce che conosceva per via del suo lavoro. Dal centro di una pista da ballo proveniva una musica assordante, delle ballerine si contorcevano in movimenti impossibili per persone normali, alcune donne ubriache cercavano malamente di imitarle. Soltanto un'aliena sopra a un tavolo si esibiva degnamente, ripetendo fedelmente quel ballo assurdo. Ma lei poteva, era stata geneticamente progettata per essere agile come nessun'altra creatura nell'universo. Il muso di un pipistrello coperto di peli, la coda che frustava l'aria e i lunghi artigli che rimandavano bagliori sotto la luce ultravioletta, erano le caratteristiche inconfondibili di una Eniss, una predatrice che lavorava in città come guardia, o  come killer. Anche loro devono pur divertirsi ogni tanto, pensò Synet, ma non possono nascondere ciò che sono. Ce n'erano tre nei dintorni e un altro paio scendeva le scale dal piano di sopra, dove si trovavano dei tavoli per il gioco d'azzardo. Queste ultime chiacchieravano animatamente, ridendo, come due vecchie amiche. Se non fosse stato per l'aspetto da fiere, non si sarebbe potuto dire che fossero delle belve crudeli e sanguinarie.
Una delle due si fece seria all'improvviso e voltò la testa di scatto in direzione di Synet, questi si nascose prontamente tra la folla di clienti. Forse non l'aveva visto, ma che ne avesse sentito l'odore? O riconosciuto il rumore del respiro? Con tutta quella gente e quel chiasso?
Quando tornò a cercarla, lei era sparita assieme all'amica. Se avessero sospettato di essere sorvegliate, nulla avrebbe impedito loro di dileguarsi in un attimo, erano troppo veloci.
Muovendosi rapidamente le ritrovo appena uscite dal locale, intente a conversare con tre avventori, uomini ubriachi, forse troppo per capire che non era il caso di infastidire delle Eniss. Quella che Synet puntava diede una spinta a uno di loro, che barcollò cadendo a terra. L'altra rise. Un secondo uomo l'afferrò per una spalla, per lamentarsi del suo gesto, lei gli mostrò subito le zanne, sporgenti da un sorriso ampio e agghiacciante. Lui desistette e le Eniss se ne andarono tranquille, attraversando la strada. Adesso sarebbe stato impossibile per Synet seguirle, se ne sarebbero accorte immediatamente.

Cristam attraversò fulminea il quartiere che la separava dal suo obiettivo, una villa antica, immersa in un fitto boschetto in periferia. Le ombre della Eniss avevano appena il tempo di stagliarsi sulla strada, sulle pareti degli edifici, prima di svanire come il vapore sottile. La luce della luna del pianeta Kalimaher la rendeva un fantasma evanescente. Saltava su ogni superficie che il caso le offriva a portata delle agili zampe, le sue falcate coprivano diversi metri, la lunga coda flessuosa frustava l'aria con un suono simile a un filo metallico.
Interruppe la sua corsa sotto un muro di cinta e attese di udire ogni sussurro, di percepire ogni presenza. Una guardia passava al di là del muro, a una decina di metri e non poteva sospettare della presenza della Eniss. Cristam saltellò furtiva, aggirando l'occhio di una telecamera. Era stata preparata per quella missione, sapeva quali apparecchiature di sorveglianza avrebbe trovato e dove. Non si avvicinò al cancello, individuò l'ottimo punto per saltare nella densa chioma di un albero vicino, al di là della parete. Si nascose fra i rami, un serpente in attesa di gettarsi sulla preda. La guardia passò lì sotto, un mitra fra le mani, lucente sotto i bagliori lunari. Silenziosa neve d'inverno, Cristam passò da un albero all'altro, senza essere vista. I sistemi di sicurezza l'avrebbero individuata se non avesse seguito un percorso preciso, studiato a tavolino. Percepì la presenza di una piccola squadriglia di cani che annusavano l'aria e di altri umani di ronda. Lei era troppo veloce per i loro sensi limitati. Sapeva come muoversi per evitare di offrire dei segnali odorosi ai cani e sgattaiolava alle spalle delle guardie, invisibile. S'arrampicò velocemente su una grondaia e si appiattì contro un tetto dalla pendenza dolce, fino a nascondersi su di un terrazzo al secondo piano della grande villa.
Da lì percepiva la presenza di molte entità. Alcune erano umane, altre animali e robot in azione. I suoi sensi acutissimi le davano una chiara panoramica delle attività circostanti.
Doveva entrare, o attraverso una finestra aperta, o aprendo lei stessa un varco, senza farsi scoprire e in una posizione che non fosse facilmente visibile.
Percepì il calore forte che proveniva da dentro la casa. Il suo corpo era abituato ai regimi aridi e assolati del deserto, ma quella notte era particolarmente umida e lei poteva sudare, con il rischio di farsi odorare dai cani, o da entità meccaniche in allerta.
Indossava una divisa, una versione ridotta di una tuta da combattimento militare, senza braccia, né gambe, adattata per le peculiarità e le esigenze di mobilità delle agili Eniss. Estrasse un flaconcino da una tasca e ingoiò una pillola, contenente un farmaco appositamente studiato per impedirle di emettere qualunque sostanza attraverso la pelle.
La cosa la fece sentire particolarmente a proprio agio: adesso era uno spettro, un turbine d'aria e nulla più. Un animale senza permesso che esplorava indisturbato un nuovo territorio. Era eccitante, come non ricordava da un pezzo. Individuò la finestra, posta vicino al tetto più alto. All'interno non c'erano persone abbastanza vicine da poterla vedere mentre armeggiava per entrare. I suoi artigli erano stati geneticamente progettati per avere la durezza dei diamanti e la sensibilità dei baffi felini. Li aveva affilati giusto prima di partire. Con forza e determinazione incise una sezione rotonda del vetro, senza far scattare alcun allarme. La rimosse e l'appoggiò all'esterno. S'infilò nello stretto pertugio, non più largo dei suoi fianchi e s'insinuò nella casa nel più estremo silenzio.
Era in una soffitta. Trovò le scale per scendere, non aveva bisogno della luce, neanche di quella lunare, che filtrava appena, ci vedeva benissimo nel buio completo. Alcune persone si muovevano lentamente in casa. Lentamente rispetto a lei. Sembrava che la notte avesse gettato un incantesimo sulla villa e lei era un folletto protetto dalla magia. Le guardie pattugliavano i corridoi, lei riuscì facilmente a evitare loro e i loro visori a infrarossi. Il personale di servizio era a letto da un pezzo. Doveva localizzare il suo obiettivo e non farsi distrarre da altro. Sapeva dov'era, lo captava.
C'erano tre guardie nel corridoio, che passavano regolarmente davanti a una porta. Cristam sincronizzò l'osservazione dei movimenti dei tre uomini e, quando decise che poteva agire, fu un lampo nero nel cielo senza nubi. Raggiunse la porta, l'aprì, entrò e se la richiuse alle spalle senza problemi. I tre non avevano battuto ciglio.
La sua vittima dormiva, Cristam lo sapeva fin da quando era al piano di sopra, quando aveva udito il suo respiro. Lui era sdraiato sul letto, senza le coperte per il troppo caldo, di fianco c'era una donna, era stata avvertita che il suo obiettivo aveva una giovane amante. Erano entrambi nudi e nel mondo dei sogni.
La luce lunare filtrava dalla finestra e illuminava delicatamente i loro corpi. Era un uomo sulla cinquantina, grosso e muscoloso, con una gran pancia molle adagiata sulle lenzuola.
Cristam sapeva che avrebbe potuto ucciderlo, dissanguandolo con un tocco leggero, una ferita chirurgica, senza neppure svegliarlo. E si scoprì molto eccitata all'idea di rimanere a guardarlo agonizzare, mentre la vita gli fluiva via, inesorabile. Lo sfiorò con il dorso dell'artiglio, delicatamente, lui non se ne accorse, il suo respirò non cambiò. Dormiva profondamente come prima, esausto. Gli accarezzò lo stomaco con quell'arma affilata, quindi pensò che avrebbe potuto premere solo un poco e guardare quell'otre sgonfiarsi gettando una calda fontanella rossa. L'artiglio stava quasi per incidere, quando la donna gemette. Cristam si ritrasse e girò attorno al letto per raggiungerla. Lei si agitò fra le lenzuola, disturbata forse dal caldo, era impossibile che avvertisse la presenza della Eniss, tanto era stata discreta. Aprì gli occhi in tempo per vedere il volto bruno del sicario che la fissava compiaciuto. Solo un attimo dopo un poderoso manrovescio rispedì la donna nel mondo dei sogni, senza spargimento di sangue. Le avevano ordinato di fare un lavoro pulito ed evitare di mettere in mezzo chi non c'entrava.
Quella era la sua prima missione ufficiale, come agente speciale di un'organizzazione chiamata Kovo, ufficialmente istituita come organo di polizia per il recupero di criminali latitanti. Il Kovo, però, di tanto in tanto inviava segretamente agenti per colpire delinquenti difficili da arrestare, o da portare davanti a un giudice. Così la Eniss adesso doveva eliminare un personaggio scomodo del tutto indifeso. Senza dover lottare per sopravvivere, un semplice omicidio, facile come schiacciare un insetto. Quasi non ne aveva voglia. Non era sicura che le sarebbe piaciuto uccidere qualcuno nel sonno, senza avergli dato nemmeno una volta la possibilità di difendersi. Non aveva mai ammazzato nessuno così prima d'ora. Durante l'addestramento in Accademia non le avevano spiegato quali sensazioni si provavano a commettere un omicidio a sangue freddo e adesso le sembrava ingiustificato. Almeno fosse stato sveglio.
Cristam prese dalla cintura in vita una piccola ventosa e gliela appoggiò sullo stomaco. La ventosa risucchiò la pelle e vi aderì. Una piccola luce rossa segnalò che il congegno era entrato in funzione, aveva copiato i segnali vitali dell'uomo e li avrebbe simulati, ripetendoli ai sensori che sorvegliavano la sua salute e che sarebbero certamente impazziti se fosse morto. Così la Eniss avrebbe potuto ucciderlo senza far scattare alcun allarme. Pungolò il suo obiettivo sulla pancia molliccia, fino a svegliarlo, infastidito. Aprì gli occhi appiccicosi e scorse allargarsi un macabro sorriso, su una bocca dalla quale sporgevano due zanne d'avorio illuminate dalla luna. Il profilo alieno della cacciatrice era inconfondibile. L'ultimo respiro dell'uomo fu quello di chi guardava in faccia la propria morte. Non vide nemmeno allungarsi la zampa, sentì solo il calore del suo sangue che gli bagnava abbondante il collo e non poté gridare.
Cristam sgattaiolò fuori dalla stanza, sogghignando come una bambina con un barattolo di marmellata fra le mani. Allungò il passo per uscire dalla villa il prima possibile, ma non capì subito di aver sbagliato i conti nel prevedere i movimenti delle guardie. Si trovava su una gradinata per scendere al pian terreno, quando udì i loro passi convergere verso di lei. Fu costretta a risalire per non essere vista e in fine dovette ripiegare in una stanza. Per qualche ragione l'uomo che vi dormiva si svegliò da solo e accese la luce, per scoprire chi si fosse intrufolato.
La Eniss bloccò lo scatto un millisecondo prima di muoversi e il suo avversario rimase incolume, senza sapere quanto vicino fosse arrivato alla morte. Lo riconobbe, era Synet, un investigatore privato che la seguiva da un po' di tempo.
– Cosa diavolo ci fai in questa casa? – gli chiese, sottovoce, incenerendolo con gli occhi.
Synet scosse il capo.
– No, non lo uccidere, aspetta – rispose – tu non capisci, lui mi serve vivo.
– Parli di Qolowai?
– È il capo di un'organizzazione criminale, lo so. E merita senz'altro la morte, ma se muore tutte le mie indagini andranno a puttane.
Cristam balzò e Synet vide solo la sua sagoma materializzarsi a un centimetro da lui. Un artiglio lo pungolava alle costole.
– Lavori per loro, vero? Gliel'hai detto che dovevo venire qui, sapevi tutto.
– No, ti sbagli. Ho lavorato molto per infiltrarmi, non rovinare tutto.
La Eniss gli mozzò il respiro per un momento, premendogli una costola.
– Lo giuro – disse lui – sono stato incaricato di scoprire dove vengono condotte le persone rapite in questa regione e sono sicuro che il responsabile sia Qolowai. Se lo uccidi la situazione nell'organizzazione verrà rovesciata e io sarò sbattuto fuori dal suo successore.
– Se mi stai mentendo – gli rispose, soffiandogli l'alito caldo a un palmo dal naso e mostrandogli le zanne ben scoperte – ti apro come una trota della sabbia e getto le tue viscere ai cani.
– Non lo faresti, il tuo incarico è di uccidere un solo bersaglio, evitando il chiasso.
– Adesso sei tu in errore, devo eliminare anche eventuali testimoni che mi abbiano riconosciuto.
– Non è necessario – assicurò, con voce tremante – non c'è motivo di denunciarti. Solo, lascialo stare. Al tuo comando racconta che la sorveglianza era eccessiva e sei stata costretta a rimandare.
Cristam rise divertita, fissandolo negli occhi.
– Credi davvero che rinuncerò? La mia missione è più importante della tua stupida indagine e se osi dare l'allarme, o solo richiamare l'attenzione delle guardie, sei un cadavere.
Synet alzò le mani.
– Non farò nulla. Però parliamo.
Con un movimento fulmineo spostò il braccio e l'artiglio dal suo torace, le fece lo sgambetto e la tirò per una spalla, per farle perdere l'equilibrio. Synet perse in un attimo il senso dell'orientamento e osservò la stanza ruotargli intorno in modo assurdo. Il suo stomaco fece una capriola, mentre lui veniva sbattuto sul letto e immobilizzato gambe e braccia, grazie agli artigli che si ancoravano al letto. La Eniss era sopra di lui.
– E adesso cos'hai in mente di dirmi, mio ingenuo investigatore? Voglio sapere cos'hai scoperto e sarà meglio che parli, non sto affatto scherzando.
Synet ingoiò un groppo alla gola, cercare di immobilizzare una Eniss era stata una pessima idea.
– So per certo che da qualche parte in periferia c'è un cosmodromo che lancia navi nello spazio dirette per Gasmenis, a un centinaio di anni luce da qui. È lì che vengono portati molti giovani rapiti, per essere venduti come schiavi. Si tratta di ragazzi con qualità particolari, nati da embrioni importati sul pianeta e geneticamente modificati, tramite esperimenti segreti dei tleilaxu. Non mi domandare quali differenze abbiano con i normali umani perché non lo so. Sono in pochi a sapere dove si trova il cosmodromo, trovarlo sarebbe una prova della colpevolezza di Qolowai.
– Non sarebbe più semplice sgominare l'intera banda e basta?
Synet rise.
– Commettere una simile strage senza ragione? E chi pagherebbe? Come potrebbero i vertici della Kovo giustificarsi?
– Perché dovrebbe essere stata proprio la Kovo?
– Chi pensi sarebbe in grado di farlo, altrimenti? Qui hanno un esercito ed è solo parte dell'organizzazione.
– Io sono sicura che potrei.
– Da sola? Sarai anche una macchina da guerra, ma loro hanno mezzi e tecnologia per contrastare un plotone di voi.
Cristam avvicinò il volto al suo.
– E allora io come ho fatto a entrare?
– Potresti morire nel tentativo di eliminarlo. Non dubito stiano aspettando un sicario. Ho controllato la Kovo, è vero, per capire chi e quando avrebbe colpito, ma ho solo individuato te e non era mia intenzione dirlo a Qolowai.
– Bugiardo, mi avresti venduto per le tue indagini. Io del resto sono solo una orrenda Eniss, non è così?
Synet le chiuse la bocca appoggiando le labbra sulle sue, cercando la sua lingua ritrosa ed evitando di ferirsi la faccia con le zanne. Ci voleva un bel coraggio per baciare una Eniss senza permesso, ma se sopravvivevi potevi andare in giro a raccontarlo.
Cristam balzò via dal letto e atterrò vicino alla porta.
– Io non direi proprio orrenda – commentò Synet, alzandosi.
La Eniss si voltò distratta da dei rumori all'esterno.
– C'è movimento lì fuori, devo scappare. Ne riparleremo, investigatore della malora. Non pensare di avermi presa in giro, la prossima volta ti uccido di sicuro.
Uscì veloce com'era entrata e riuscì in pochi secondi a svanire nella notte, lasciando la villa.
Nel giro di un minuto in casa si scatenò il panico, il cadavere era stato scoperto in un lago di sangue, qualcosa non aveva funzionato bene nel simulatore dei segnali vitali. Il mattino dopo la notizia che fosse stata una Eniss circolava incontrollata in città, ma quale Eniss sarebbe stato impossibile scoprirlo.

"Al Kindlom questa sera ballano tutti", pensò Synet. Non importava se erano ubriachi, stanchi, o in cerca di avventura, quando una Eniss colpiva avevano voglia solo di distrarsi, per non pensarci, per non ricordarsi che quelle creature vivevano in mezzo a loro, come se niente di importante fosse accaduto. Poteva essere stata chiunque di loro presenti lì al locale, oppure nessuna, ma loro non se ne preoccupavano, erano sfacciate, come se uccidere fosse un loro diritto. Ma in fondo era un mestiere.
Una Eniss scese le scale, saltandone alcune, sembrava felice, forse aveva vinto dei soldi. Synet finse di non averla vista, ma subito si mise a seguirla, appena uscita dal locale. In strada sarebbe stato facile farsi scoprire, ma non aveva importanza, lei già sapeva di essere sorvegliata. E lui rischiava la vita tutti i giorni, come infiltrato di un'organizzazione criminale. Venire squartato da una Eniss non era la fine peggiore che si potesse immaginare. E stasera aveva voglia di farsi prendere, doveva parlarle assolutamente, non poteva continuare a vedere i suoi piani mandati a monte. Lei già lo stava aspettando dietro un angolo, magari non per ucciderlo, o forse sì, chissà, gli artigli erano sguainati, comunque.

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Fox012345
Marc Willow
Italy
I'm an anthropomorphic fox in Second Life :)
I like to build and script and make arts. Second life isa big world and you are the protagonist. I see this world as an extension of the real world and the real me.
I like math and building polihedra and arts releated to them :)

Current Residence: Italy
Operating System: Linux
Favourite cartoon character: Vash
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Comments


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:iconqueensolaris:
QueenSolaris Featured By Owner Nov 5, 2016  Student Traditional Artist
grazie per il favv :3
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:iconodysseusut:
OdysseusUT Featured By Owner Feb 19, 2015  Hobbyist Digital Artist
Thanks for the :+fav: and :+devwatch: :D
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:icondiscordedjcpbug:
DiscordedJcpbug Featured By Owner Jan 11, 2015  Hobbyist General Artist
If you could, Could you donate points? (I'm am in desperate need of them...Sweating a little...) Anything will help, Even one point will help (If you can't I understand :) (Smile))

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(Sorry for bothering. Sweating a little... I'm using the RANDOM DEVIANT feature.)
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:iconvailer:
Vailer Featured By Owner Sep 12, 2014  Hobbyist Digital Artist
Many thanks for the fav ^^
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:iconthestrangething:
TheStrangeThing Featured By Owner Jan 1, 2014
Ciao, auguri! =)
Reply
:iconqueensolaris:
QueenSolaris Featured By Owner Nov 14, 2013  Student Traditional Artist
grazie per il favv :3
Reply
:iconclovisluik:
ClovisLuik Featured By Owner Oct 8, 2013   Digital Artist
TY for the fave :)
Reply
:iconcontix:
Contix Featured By Owner Jul 14, 2013
Grazie del fav! :)
Reply
:iconvalethehowl:
ValeTheHowl Featured By Owner Jul 3, 2013
Grazie mille del fav! ^w^
Reply
:iconthestrangething:
TheStrangeThing Featured By Owner Jan 1, 2013
Ma Buon Anno, Buon Compleanno, buon tutto!!!
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